Vaccini si, vaccini no

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Non sono un esperto, non ho voglia di scrivere un articolo pedante che riporta dati sulle statistiche riguardanti i bambini che si vaccinano o meno e sull’influenza che questa procedura ha sul contrarre malattie di tipo specifico.

Non ho le competenze giuste per farlo e in questo agisco come ogni genitore che non ha studiato medicina, mi affido al giudizio della nostra pediatra, al mio buonsenso e sto attento e cerco di capire qual’è la situazione odierna e ancor di più mi fido del parere della mia compagna.

I nostri bambini sono vaccinati, entrambi, hanno eseguito e stanno eseguendo tutti gli esami e i vaccini prescritti per la loro età. In questi giorni dopo essere andati a fare la seconda dose del trivalente alla piccina di casa, la pediatra ci ha parlato del vaccino contro la meningite di tipo B e C.

Nella nostra regione, la Toscana, c’è stato in questi due ultimi anni un aumento significativo dei casi di meningite, con alcune vittime tra bambini e adulti. La meningite ha colpito svariate volte con esiti infausti e naturalmente i primi ad essere colpiti da questa malattia subdola sono stati i bambini che mal riescono a descrivere sintomi e stati fisici.

La stessa malattia è poco chiara, assomiglia molto a un mal di testa fortissimo ma porta alla morte in poco tempo, spesso i sintomi vengono confusi se non si trova un dottore in grado di riconoscere la reale forma della malattia, il tempo che passa è un nemico mortale in questi casi e le speranze di guarire si assottigliano enormemente soltanto con il passare delle ore.

E’ naturale che nessuno gode nel far vaccinare i propri bambini, alcuni rischi sono inclusi nella stessa somministrazione, si tratta pur sempre di malattie attenuate, virus mezzi addormentati e, mi ripeto, non essendo un tecnico, preparazione con un certo grado di rischio che non sono in grado di spiegarmi completamente.

In questo genere di situazione, penso che entri in gioco una forma di protezione assoluta che tutti abbiamo verso i nostri figli, nessuno ama vedere i propri bambini spiaggiati sul divano, lamentosi e con gli occhi pieni di febbre. Non amiamo neppure però sapere che i rischi di un’eventuale non vaccinazione sono più alti del malessere di un giorno, di un piccolo livido sulle loro piccole coscette grasse.

I vaccini a mio parere sono casi di coscienza, ogni genitore fa bene a comportarsi come meglio crede, è libero di prendere decisioni e deve esserlo. L’unica cosa che spesso mi auguro quando si tratta di salute e che ci sia sempre di più maggiore informazione fatta da persone competenti e in grado di spiegare rischi e benefici di certi comportamenti. Non vorrei vedere affidato, come in tanti casi, l’informazione medica a qualche comunicato confusionario e poco serio detto “alla televisione”.

La cosa bella dell’essere genitori è avere delle responsabilità nei confronti dei propri figli, cercare di essere i migliori mentori per le loro piccole vite in germoglio, se questo comporta prendere decisioni spesso difficili è bene cercare di essere il più possibile informati e allenati alle situazioni della vita. Costi anche qualche telefonata o visita in più ai centri specialistici. Il Meyer di Firenze, ad esempio, è un’ottimo punto di partenza per le proprie ricerche.

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