Dove sono finiti i libri?

Come mai nelle case degli italiani non ci sono più i libri?
Come mai nelle case degli italiani non ci sono più i libri?

Quando siamo cresciuti, come famiglia intendo, ci siamo da subito posti il problema del cambiare casa. La nostra casa è piccola, fino a quando eravamo in tre poteva tranquillamente bastarci, abbiamo la cameretta del bimbo, il nostro bel salotto-cucina e un grazioso giardino in cui ci sbizzarriamo con le nostre amate piante.

La bambina adesso dorme con noi nel suo lettino, che una volta era del suo fratellone, non ci disturbiamo a vicenda ma a volte, questo lo sappiamo tutti, la presenza di un infante in camera è di troppo, specialmente quando vorresti guardarti un bel film spaparanzato a letto o vorresti fare le “acrobazie” da grandi senza non dover per forza non superare la barriera dei decibel udibile solamente dalle zanzare.

Immagino sia un problema comune quello di dovere coltivare l’intimità con la propria compagna/o al riparo da orecchie indiscrete, non c’è niente di male sia chiaro ma insomma sentirsi liberi di fare più tardi una sera, parlare liberamente, tenere la luce accesa e fare l’amore senza il pensiero di svegliare la bambina è una gran bella cosa.

E’ per questo e forse anche per il desiderio che abbiamo di avere un giardino più grande in cui far scorrazzare i piccini che il dado è stato tratto e quindi abbiamo cominciato da qualche settimana la ricerca di una nuova magione.

Che a dirla così sembra che stiamo cercando una reggia quando in realtà ci serve solo un’altra camera da letto, un giardino più grande e magari un anche un bel garage dove ficcare tutta quella roba che per adesso è accatastata, con ordine, nel ripostiglio delle meraviglie.

Abbiamo quindi iniziato a contattare tutte le agenzie di zona e tra agenti immobiliari che sembrano usciti dall’età della pietra, bighelloni patentati, agenti che ci fanno perdere tempo proponendoci case che non possiamo permetterci o che semplicemente ci propongono immobili che devono essere letteralmente sbudellati per poter essere vissuti e resi vivibili, faticosamente stiamo cercando di fare quadrare un cerchio che ci costerà una marea di soldi e che ci coprirà di debiti per i prossimi fantasmagorici futuri vent’anni.

Dalla mia, io devo stare bello calmino perchè se ti ricordi, anche se è ormai passato un po’ di tempo, non mi posso incazzare più di tanto.

Tralasciando quindi gli aspetti meno belli e interessanti del cercare casa e del sopravvivere a questa esperienza di ricerca del proprio luogo “perfetto” ho notato una cosa che mi ha parecchio fatto pensare. Parlo dall’alto di un’esperienza di visite di case altrui ormai alta, abbiamo già visionato diverse decine di case e in tutte, tranne rarissimi casi, ho notato un’assenza che io definirei inquietante.

Nelle case che abbiamo visitato non ci sono mai dei libri.

Non ci sono proprio le librerie, non ci sono libri lasciati a giro per casa, non ci sono in bagno, non ci sono nelle camere dei bambini, non ci sono in quelle dei genitori, non ci sono in salotto. I libri semplicemente non dimorano nelle case delle persone.

Le rare volte che ho visto dei libri mi sono stupito.

In casa nostra i libri hanno un posto di rilievo, i bambini hanno la loro piccola libreria con i loro bei volumi colorati di storie, maghi, fate e mostri, i miei libri e quelli della mia compagna invece sono sparsi in tutta la casa ed occupano gran parte delle pareti disponibili e uno dei miei crucci maggiori è di non avere abbastanza spazio per poterli riporre tutti con le dovute cure.

A casa dei miei genitori i libri ci sono sempre stati, nessuno mi ha mai frenato dalla sfogliare un libro anzi che un altro, i libri hanno sempre avuto una parte fondamentale della mia attenzione e se anche i miei gusti letterari sono molto cambiati nel corso degli anni non ho mai pensato di poter vivere senza l’odore della carta, senza il conforto di una storia che mi accompagnasse in un altri luoghi.

I miei bambini, lo vedo chiaramente, sono entrambi molto attirati dai libri, il grande, da solo, va a prendersi i suoi libri e li sfoglia e li ri-sfoglia fino a strapparli, la piccina è contenta di toccare, mordere e sbavare sui libroni con i buchi e con le pagine cartonate.

Quando il bambino mi vede leggere spesso mi chiede che cosa faccio e vuole vedere anche lui di cosa si tratta, è curioso e spesso mi chiede di che cosa parlano i libri che leggo e qualche volta gli piace ascoltare quello che gli leggo, anche se non si tratta di libri per bambini!

Essendo piccolo si stupisce ancora che i miei libri non abbiano le figure, ma capisce comunque che dentro a questi misteriosi oggetti si celano storie che vale la pena conoscere.

Se c’è una cosa per cui sento e sentiamo sempre di avere tempo è quella di raccontare un’ulteriore favola se ci viene richiesta prima di andare a dormire la sera.

I libri a casa nostra sono un rito, il mio campione non dorme se prima non siamo passati a prendere uno dei suoi libri e ci siamo messi comodi nel suo letto, abbiamo acceso la lucina e ci siamo fatti prendere per mano una volta dagli gnomi e una volta dalle sue adorate macchinine.

Forse i libri sono come una malattia, che si prende in giovane età, che si assimila fino al punto di non concepire un’attesa dal dottore senza un volume in mano, una malattia che ti fa preferire di ricoprire casa con mille scaffali piuttosto che comprare un nuovo televisore. Che non abbiamo e che invece ho sempre visto troneggiare nei salotti delle case che sono andato a visitare, che ho intravisto nelle camerine dei bambini ai piedi del lettino.

Il televisore in camera dei bambini ci è stato detto, anche da insospettabili, è lì per una precisa funzione, far addormentare i bambini davanti ai cartoni animati. Non è quindi una storia o una favola ad accompagnare tutti i bambini nel mondo dei sogni ma, a volte, questo compito viene affidato a una programmazione televisiva che mal si accompagna, a parere mio, a un buon sonno ristoratore.

Per fortuna ognuno cresce i propri figli e quindi ognuno di noi è libero di pensare e di agire come meglio crede. Io penso che non ci sia niente di bello nel fare addormentare i propri bambini davanti a un cartone animato ma del resto il mondo è sempre stato un bel posto perchè abitato da persone con gusti e pretese diversi.

Quello che mi dispiace però maggiormente di questa mia scoperta, pur avendone sempre sentito parlare, mi riferisco all’assenza dei libri, è che chi non legge si perde moltissimo e automaticamente priva i propri figli di un mondo che penso sia fondamentale e che probabilmente nel momento dell’avvio allo studio li farà sentire spiazzati.

Se si immagina un bambino di pochi anni che viene introdotto allo studio o ai libri solo al momento dell’entrata alle scuole elementari non è difficile da comprendere il perchè delle difficoltà alla scolarizzazione di molti fanciulli.

Non aver mai familiarizzato con il piacere della lettura può essere uno scoglio insormontabile e cominciare a vivere la propria formazione senza il dovuto gusto e la voglia di apprendere può essere un peso che, se non si troverà i giusti insegnanti, potrà pesare poi per tutta la vita.

Trovarsi per la prima volta di fronte ad un’assenza così importante per me è stato uno choc, ho intravisto nelle case che ho visitato, il disagio di certi sondaggi e certe numeri letti solamente come mere statistiche su come nel nostro paese non si leggano e non si acquistino libri.

Un paese che non legge è un paese destinato a divenire sempre più incompetente e retrogrado, la realtà di paura e sconforto dei nostri giorni ne è la dura riprova, da popolo brillante e pieno di speranze ci stiamo sempre più evolvendo in un paese di paurosi, ignoranti e provincialotti, gli unici problemi che continuano ad attanagliare questo paese sono il calcio e il mondo dello spettacolo, mentre in mondo attorno a noi si muove velocissimo e cambia e muta continuamente assetto, il paese Italia continua la sua discussione in un soliloquio sempre più banale e con pochissime voci a far la differenza.

Un paese che non legge è un paese destinato a scomparire e non saranno i fasti del nostro passato a salvarci, leggere non sarà tutto ma aiuta sicuramente a pensare a se stessi e agli altri con maggiore autonomia di pensiero, per cui forse è meglio un televisore acceso in meno ed un libro in più aperto nelle mani.

Cominciamo dai nostri bambini, un giorno saranno loro a fare la differenza.

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