Mammo? No, Grazie ! Solo Babbo.

CAI

Quando dico in giro che per un motivo o per un altro seguo la crescita dei miei figli al pari della mia compagna, la loro mamma, l’espressione che viene usata più spesso, quasi sempre dalle donne, è quella di mammo.

La cosa mi irrita e non poco, diciamocelo francamente, il mammo non esiste, esistono soltanto dei babbi che hanno più o meno voglia di stare con i propri figli ed aiutare la propria moglie, o compagna, in maniera paritaria anche se per dovere di cronaca sappiamo tutti benissimo che anche impegnato al cento per cento un babbo non è mai ai livelli di lavoro cosmico della propria metà.

Il fatto che io la mattina accompagni a scuola il nanetto, la sorella è a casa beata a spupazzarsi le tette di mamma, non fa di me un super eroe, altri padri come me la mattina accompagnano i propri figli a scuola, in alcuni casi più rari sono sempre i padri che vanno a prendere i figli all’uscita, ma molto dipende da che tipo di lavoro si fa.

Lavorando a casa, per lo più scrivendo da mattina a sera, il mio impegno principale è ben diverso da quello della mia metà che con un posto di lavoro fisso, a turni e con orari e mansioni non sempre demandabili, fanno di me quello con maggiore libertà di azione.

Quando vado a prendere il nano a scuola spesso mi fermo a parlare con le mamme degli altri bambini, ci sono quelle che si lamentano in maniera invereconda dei propri partner e ci sono anche le mamme contente di dividere in maniera uguale le responsabilità con i propri compagni.

Le mamme che si lamentano sono quelle che mi fanno maggiore tenerezza perchè quando si lamentano mostrano tutta la loro debolezza di fronte a compagni che semplicemente vivono in un medioevo culturale fuori norma.

Quando sento dire che i padri non cambiano i pannolini perchè la cacca puzza o che non sparecchiano o non fanno una lavatrice perchè sono compiti “da donna” mi viene da ridere per non dire che sarebbe da piangere. In casa nostra quello che rammenda i calzini sono io, non mi vergogno a dirlo, ma quello che sa tenere un ago e filo in mano sono io e quindi faccio ben volentieri l’attacca toppe sui pantaloni strappati del bambino o semplicemente aggiusto una presina a cui si è staccato il filino che serve per appenderla. Non penso di essere migliore della mia compagna, so fare semplicemente una cosa che a lei non piace e la faccio volentieri per il bene di tutti.

La stessa cosa vale per lei, alla mia compagna piace lavare i piatti, si rilassa, per quanto a me possa sembrare impossibile, io infatti odio farlo. A me piace cucinare, lo faccio varie volte al giorno, non perdo l’occasione per farlo, lo faccio nelle occasione importanti e anche tutti i giorni quando ci mettiamo a tavola per i pasti quotidiani. Non mi pesa affatto, mi piace sperimentare e anche quando sono stanco trovo l’estro e la voglia per fare il mio meglio.

Ci sono naturalmente molte cose in cui sono carente, mi sveglio infatti raramente la notte quando la bambina deve essere cambiata e nutrita, non riesco proprio a sentirla, dormo profondamente e se mi sveglio è raro il caso in cui sono il primo e spesso trovo la mia compagna che la sta già allattando o la sta cambiando.

Penso che non ci sia un metodo magico per andare d’accordo o per essere dei super babbi, neanche per essere dei super compagni, forse il segreto è cercare di aiutarsi il più possibile sopperendo alle carenze dell’altro con impegno e voglia di far riuscire bene la propria famiglia. E’ un compito gravoso, non sempre facile e scontato, condividere la vita, tra gli alti e bassi che si presentano, cercando di essere presenti e attenti richiede impegno. Ogni giorno.

Per questi motivi non accetto la definizione di mammo, non sono un antagonista nella definizione della figura genitoriale, non c’è competizione e non ci sono sopratutto compiti che possono fare le mamme e solo le mamme e altri che sono appannaggio esclusivo dei babbi, ci sono semmai talenti personali che possono essere impiegati per il bene della famiglia indipendenti dal sesso di chi li possiede.

Quello che fa, a mio avviso, maggior torto a chi definisce i babbi “mammi” è il non aver ben compreso, ancora al giorno d’oggi, che i figli si fanno in due e in due si deve cercare di crescerli, appaltare sempre alle mamme certe tipologie di cure del bambino è profondamente ingiusto, prima di tutto nei confronti della propria compagna e in secondo luogo verso se stessi.

Non cambiando mai un pannolino infatti non si capirà mai quanto sia faticoso farlo cinque o sei volte al giorno, raddoppiamo pure nel caso di due figli piccoli, non si capirà mai nemmeno quanta cura ci voglia per crescere un figlio.

La cosa maggiormente grave è che non si capisce che si stanno perdendo dei momenti preziosi fatti apposta per creare un legame forte con i propri figli, da padri non ci lamentiamo poi un domani che i nostri bambini sono sfuggenti e ci considerano in maniera minore rispetto alla madre o quando hanno bisogno la parola più pronunciata sia sempre : Mammaaaa!!!!

E per le mamme un semplice consiglio: smettete di definirci mammi siamo solo babbi che fanno bene il proprio lavoro! Come voi!

 

 

 

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