Chi sono

Chi sei ? Questa forse è la domanda più difficile che si può fare a una persona perchè presuppone che chi deve rispondere sia davvero un buon osservatore di se stesso. Nel mio caso non saprei rispondere con sicurezza nemmeno adesso che ho 36 anni, due figli, una compagna meravigliosa e una vita mediamente incasinata ma che non cambierei con niente altro al mondo.

Sono nato nella borghesissima città di Firenze, in Toscana, capoluogo del granducato, questo la dice lunga sui alcuni miei concittadini che pensano che il mondo fuori delle mura di Firenze non esista o al massimo che sia una mera propaggine del provincialissimo “nostro” personale impero fatto di bellurie medievali e rinascimentali che poco hanno saputo integrarsi con la modernità, con il passare degli anni. Dei secoli, per meglio dire.

Bambino tranquillo, pacifico e solare fino a tutte le elementari ho subito una trasformazione niente affatto angelicata dalle scuole medie in poi, dove anche grazie all’ambiente “educativo” frizzante delle periferie della mia città mi sono trasformato in un piccolo demonio ribelle la cui adolescenza è stata segnata da intolleranze di ogni tipo, sogni di grandezza, scarso interesse per lo studio convenzionale e moltissima voglia di intraprendere strade sempre poco conosciute e spesso sconsigliate da amici e parenti.

Approdato bene o male al liceo classico, uno dei maggiormente prestigiosi e rinomati della mia cittadina, ho conosciuto l’ebbrezza del vero fancazzismo liceale, dove tra stupefacenti leggeri, ripetizioni e corsi di recupero di greco a non finire, ho abbandonato la mia carriera scolastica per andare a vivere da solo a soli 18 anni e 4 giorni.

L’unica cosa che senza dubbio posso affermare mi è stata insegnata nei miei anni di liceo classico è stata senza dubbio la capacità quasi zen di rimanere per ore a leggere, studiare e a far tesoro delle parole scritte sui meravigliosi libri che ho avuto la fortuna di conoscere e apprezzare in questi miei anni di appassionata frequentazione del mondo della scrittura e della lettura.

Dal mio precoce abbandono scolastico, rimpianto ma anche no, sono susseguiti anni di fremente sperimentazione nei campi della vita, chi vuole capire capisca, chi non vuole intendere non intenda, non voglio non essere sincero proprio in casa mia, la mia storia e le mie esperienze sono un tutt’uno con quello che sono oggi.

Dopo avventure in giro per l’Europa e per il mondo, permanenze di mesi all’estero, amicizie trovate e perse, amori lasciati e dimenticati, amori ritrovati e fratellanze che non si sono mai spente, ho trovato, meglio, forse sono stato trovato, dalla mia compagna attuale con la quale vivo e con la quale coscientemente abbiamo deciso di formare una famiglia, trasferendoci in campagna, lontano dai rumori di una civiltà sempre più pressante e poco sincera, mettendo al mondo due bellissimi bambini, un maschio il mio primogenito e una bambina che è nata da pochi giorni e da cui è scaturita l’idea di creare questo mio piccolo spazio virtuale, come luogo di connessione e scambio di idee tra genitori, amici, appassionati, lettori e amanti del fare con le mani.

E’ per questo motivo che nasce Babbo Artigiano, un blog, parola abusata ma che semplifica molto il concetto della condivisione con gli altri dei propri scritti, improntato al duro mestiere di padre e a cui accompagno infatti la parola – artigiano – che racchiude in se il significato stesso del fare e dell’imparare dai propri errori, un modo di costruire la propria vita con le mani e con la testa, cercando di essere il più liberi possibile da quelle che non sono le proprie idee e le proprie forze.

Con questa breve, ma poi non molto premessa, ti auguro il mio benvenuto su questo spazio, tra i miei scritti, tra i miei lavori realizzati rigorosamente in maniera artigianale e tra le mie riflessioni sul crescere come persona e come genitore.

Forse l’unico mestiere che non si impara davvero mai fino in fondo.

Per fortuna.

 

Giulio